giovedì 23 ottobre 2014

senza pretese però





Avete presente quella frase che parla di gesti di gentilezza a casaccio e gratuiti? Non la ricordo bene ma suggerisce di essere gentili e carini così, a caso, senza nulla in cambio, senza un perchè. Ecco, mi piacerebbe tanto che qualcuno avesse per me uno di quei gesti. Uno, eh, uno solo,piccolopiccolo,quasi insignificante ma assolutamente gratuito. Non perchè ho cambiato turno a scuola centomila volte alla collega, non perchè ho cucinato un dolce particolare e nessuno se lo aspettava, non perchè ho dato un passaggio alla vicina facendo un giro quadruplo a quello che avrei dovuto. No. Un gesto gentile solo mio, solo per me, à la pènis du chien. Un gesto piccolino da chi conosce le mie rughe, la mia stanchezza, la sciatteria del mio vivere. 
Sì sì sto fresca, vero? Eh, lo so, ma ogni tanto ci penso. Ogni tanto tantissimo. Rarissimamente.

martedì 26 agosto 2014

passa il faraone






Prima che 'sto figlio nasca gli comprano una carrozzina che andrà bene come monolocale quando andrà all'università. Così risparmiano l'affitto, no? Una sorta di marchingegno, una specie di piccolo camper con grandi ruote ma senza motore. Per ora senza motore, poi boh. Dopo il monolocale tocca al fuoristrada, che chiamano passeggino, anche quello per ora senza motore, e andrà bene anche il pargolo non sarà più pargolo ma magari avrà moglie e figli. Dentro al fuoristrada che chiamano passeggino, lo portano fino a dieci anni, chè sennò dice che non vuole camminare porello e come fanno poi a portarlo a rompere le scatole al prossimo in ogni dove: bar ristoranti pizzerie mercatini discoteche ascensori treni autobus negozi supermercati parrucchiere e perfino nello sgabuzzino dei videopoker e nella cabina dove strappano i peli? Calpestando piedi e schiacciando stomaci fianchi braccia e schiena, pretendendo precedenza e riverenze, arroganti prepotenti e isterici. Pare che abbiamo figliato Tutankamun, portato a spasso nella carrozza reale.
E se una invoca Erode Erode c'è chi si scandalizza.

martedì 19 agosto 2014

tes petites choses

Le amicizie virtuali esistono? Come nascono, come crescono? Ma crescono? A cosa servono, se non puoi condividere una risata, un caffè, un abbraccio? Vanno e vengono, spesso, come flirt adolescenziali. Colorate come bolle di sapone, volano luminose e poi si dissolvono. A volte, però, accadono cose magiche, che quasi non ti va di raccontare per paura che fuggano via. Ma tu sei già fuggita, Piccola mia. Quando per te la vita doveva essere fatta di presente e di futuro, di amore e di famiglia, di progetti e di sorrisi. No, non faccio sviolinate, non ne ho nessuna intenzione. Nessuna melassa per noi, vero?, solo l'essenziale. Nascosto in quelle che chiamavi Mes petites choses. Tu, dispensatrice nata di resilienza, amica, figlia, sorella. Forte nel dolore, grande nella fragilità, amata nella solitudine. Nelle tue mani anche le cose piu' disparate ( o disperate) diventavano possibili. E oggi come mai sei dentro di me e oggi come mai ti ringrazio per tutto quello che mi hai dato e che mi hai lasciato, donato, l'affetto immenso per i tuoi cari, la loro amicizia che mi onora e mi sorregge in giornate che altrimenti sarebbe difficile affrontare. E concludere. I ricordi. E il ricordo si fa coraggio di non dimenticare. Il ricordo si fa forza. Magia, di polvere magica di fata. Ti vorrò sempre bene, Bimba. Ti amerò per sempre.

Le frasi in corsivo non sono mie.

martedì 12 agosto 2014

magari il nulla

Quando, a luglio 2009, portai via quello che si poteva dalla mia casa, buttai tante cose. Non solo quelle che si erano rotte ma anche oggetti che non aveva senso e neanche scopo conservare. Tra qualche mese mi aspetta un nuovo trasloco. Nella casa dove vivo ho l'indispensabile, il resto è in decine e decine di scatoloni sparsi tra garage e cantine di conoscenti e amici e anche in una cantinola qui sotto. Ho deciso che butterò via quasi tutto: oggetti di uso comune, fotografie, lettere, cartoline, dischi, libri, chincaglierie di varia natura, dei mobili che volevo far restaurare. Ricordi. Quel poco di cui avrò bisogno voglio che sia nuovo e tutto ciò che è legato al passato finirà nei vari cassonetti della differenziata. Il passato è dentro di me: gli aspetti migliori, che conservo con cura, e i brutti ricordi, dei quali non è facile liberarsi. Gli oggetti portano con sè solo dolore, perchè il passato è comunque dolore perchè passato e proprio in quanto tale fa male. Figuriamoci quando non è solo passato. Quando è rimpianto straziante, errori senza rimedio, colpe senza perdono. Negatività accumulate nel fondo degli anni. Farò spazio al nulla che mi circonda.

sabato 26 luglio 2014

tormentoni...

....stereotipie e quant'altro. Modi di dire senza se e senza ma, sono adrenalina allo stato puro! Ne vogliamo parlare? Assolutamente sì! Ma di cosa stiamo parlando? Farlo non ha prezzo! Ma non me ne può fregare di meno. Chi sono i deputati che fanno il gioco del cerino? E il gruppo col mal di pancia?
Vabbè, faccio le virgolette in aria svolazzando indici e medi e vi saluto.
Continuate, se vi va. Io, davvero... non ce la posso fare ;-)

domenica 13 luglio 2014

acc porc mann vaff echecazz.... £§@&#*....

Elenamaria: Sai, mi piacerebbe andare  inpalestra (piscina, camminata in campagna, dal parrucchiere, dall'estetista, ecc)
Amica: Uh che bello mi piace vengo pure io con te! Quando vai?
Elenamaria: Pensavo marte...
Amica: E no dai martedì no non posso proprio, andiamo mercoledì, a che ora?
Elenamaria: Alle ott...
Amica: Oh mamma così presto? Ma chi ce lo fa fare? Andiamo un po' più tardi, cosa cambia? Passi tu a prendermi? Cosa devo portare fare preparare? Chi c'è? Come si fa?
Elenamaria: Vabbè, porta fa' così così cosà... (acc...£§@&#* ....)
..........
Elenamaria: Pronto Amica, passo tra cinque minuti, inizia a....
Amica: Oddio sono un po' in ritardo, non ha suonato la sveglia, ho fatto tardi ieri sera, arrivo, un momento, aspettami, sali, non metterti fretta..
Elenamaria: (acc porc....£§@&a#*)
Amica: Senti, hai gli spiccioli per me? Ci fermiamo a prendere un caffè così cambio? Aspetta devo rispondere a sms telefonata uozzapp uh oh ah... 
Elenamaria: (acc porc mann... £§@&#*....)
.....................
Amica: Oh ma va' più piano aspettami rallenta fermati senti ti ho raccontato detto spiegato fatto leggere vedere... Oddio ho dimenticato lo sciampo la crema la spazzola le mutan...no le mutande ce l'ho...aspetta che mi asciugo vesto pettino trucco ma che fretta... Prendiamo un caffè?
Elenamaria: (acc porc mann vaff £§@&#*....)
..............
Amica: Elenamaria ti dispiace se ci fermiamo al supermercato centro commerciale edicola mercato saldi? Che ti costa, siamo sulla strada, dovrei passare in lavanderia banca ufficio postale...
Elenamaria: (acc porc mann vaff echecazz £§@&#*...)
.................
Amica: Pronto pronto Elenamaria allora domani a che ora...
Elenamaria: Guarda sono bloccata con il mal di schiena, non credo di poter più andare, mi dispiace, forse tra qualche settimana. 
(e riempie tranquillamente il borsone: andrà mart... alle ott...da sola)

mercoledì 9 luglio 2014

di sciarpe e scarpe

Rubo l'idea a Linda per un post frivolo e femminile (non sono nè frivola nè femminile) per stemperare un po' pensieri e parole che è meglio non vengano espressi. Insomma parliamo un po' di cazzatelle e ve ne faccio un elenco. Lo so, 'sti cavoli ma tanto per scherzare un po'. Lo sapete, no?, ho un'età, lasciatemi giocare via, non lo faccio mai. Non soon neanche vanitosa, considerate che in due ante di armadio ho tutto il mio guardaroba quattro stagioni e c'è ancora spazio...

La mia divisa: vestiti in maglia lenti e comodi neri durante l'inverno, jeans e camicette o t-shirt quando fa un po' più caldo. 

Colori: nero ma anche grigio, ecru in estate pure se mi sta da schifo, essendo bionda e pallida. Cioè slavata. Ho però una camicetta bianca ricamata davanti e una color lavanda. Le sciarpe, quelle, coloratissime. Ma anche no.

Scarpe: stivali bassi morbidi neri, sandali neri (vabbè, l'ho già scritto), scarpe da trekking (leggere) per la mezza stagione. Comodissime, sostituiscono egregiamente le sneakers. Veramente, ma bisogna prenderle buone però.

Gioielli e accessori: amo gli anelli, grandi, enormi, e i bracciali, tanti, magari etnici. Le collane mi strangolano e gli orecchini... porto gli stessi cerchi da quara... da parecchio, ecco.

Sempre: sciarpe e borse grandi. Le sciarpe sempre, ma proprio sempre. Le borse grandi devono essere pure leggere, poi ci penso io ad appesantirle.

Mai: gonne (mi strangolano la vita) e tailleur. Non ho mai avuto un tailleur, anzi no, mi sposai in tailleur. Forse per questo non ne ho. Ah, neanche cappelli, mai avuti, mi stanno una schifezza. E poi le tute, odio le tute! Se vado a camminare mai tuta, calzoni da montagna e scarpe idem. Stop.

Cosa vorrei cambiare: ma nulla, dai. Ormai...

Ossessione: le sciarpe. Colorate, leggere, belle. Ho anche una kefia quarantenne che continuo ad usare e delle sciarpine indiane che hanno la stessa età. Bazar a fontana di Trevi, odore di patchouli.

Negozi preferiti: l'erboristeria. Anche per le robe da mangiare. Non ne ho altri. (madonna 'sto post è poverissimo, mi sa che lo cancello). E il supermercato. Quello che posso permettermi più spesso. Ah già, là non ci si veste però..

Il prossimo acquisto: vorrei un vestito estivo. Uno chemisier. Ho dato un'occhiata ai saldi e non l'ho trovato. Anzi ne ho trovato uno ma non era della mia taglia. Sono sottotagliata.

Trucco: emh...nulla. Vabbè, una crema colorata e certe volte un po' di rossetto. Lo smalto. Mi piace lo smalto. Rosa, quello un po' da vecchie. D'altronde...

Un errore: un cappotto cammello. Acquistato dieci anni fa.Forse quindici. Ma pure venti mi sa.

Un sogno: riempire una scollatura. E indossare un cappello. Anche un berretto con il ponpon, va bene lo stesso. Un basco, poi, altro che sogno. Ma sai che ridere gessù gessù.

Aggiungiamo il profumo? Mai senza. Calèche sempre ma ora ho scoperto Nouveau Cologne 4711. Perfetta acqua di colonia per l'estate. Mi ci farei il bagno. Tutti gli altri mi fanno venire il mal di testa. Tutti.

Certo che come post fa pena ma comunque pure io, per cui ci siamo.