Vi sarà sempre qualcuno che non venderà la sua anima per un pugno di fave e un pezzo di pecorino. -Silone-
giovedì 27 settembre 2012
domenica 23 settembre 2012
giovedì 20 settembre 2012
Piano piano...
Questo cubo colorato stile Missoni è l'auditorium progettato da Renzo Piano per la nostra città. Verrà inaugurato domenica 7 ottobre dal presidente Napolitanto con un concerto del maestro Abbado. E' stato posizionato in pieno centro storico, all'interno di una zona verde, ovvero del parco del Castello cinquecentesco altrimenti chiamato Forte Spagnolo. Un orrore uno schifo un obbrobrio. In altra zona avrebbe avuto, forse, boh, un senso. Ma dove si trova è qualcosa di inguardabile, un pugno in un occhio. Eppure è lì.
Alla faccia della RIcostruzione.
martedì 18 settembre 2012
pasticciona
Come si fa a rimettere tutti i blog che seguo al loro posto? Ne ho aggiunto uno e sono spariti gli altri. Mannaggiammè mannaggia...
Ah, vi siete accorti che ho ripristinato il vecchio nome del blog? Sono una vecchia montanara, i ciclamini non fanno per me, pur amando la Merini. Il ruvido Silone mi si addice di più.
Vabbè dai, troverò il modo di rimettere le cose a posto, con un po' di tempo.
Ah, vi siete accorti che ho ripristinato il vecchio nome del blog? Sono una vecchia montanara, i ciclamini non fanno per me, pur amando la Merini. Il ruvido Silone mi si addice di più.
Vabbè dai, troverò il modo di rimettere le cose a posto, con un po' di tempo.
sabato 15 settembre 2012
il coyote, anzi la stella..
Ricordando il poeta Roberto Roversi, scomparso ieri, vorrei riproporre un post che scrissi tempo fa, il 29 novembre 2007. Una vita fa. Questo era il post.
Il coyote
La gara è fra il coyote e una stella
a chi sa e vuol raccontare
il gruppo più fantastico di storie
che si possa ricordare
ma mentre il coyote è
un mancatore di parola e un mentitore
la stella che cadente è la più bella
con la coda che si muove con splendore
e su una pietra i due stan nel fuoco della notte
a raccontarsi a turno con le voci calde o rotte
la stella parla adagio e il coyote grida forte
buttati in questo gioco, per chi perde c'è la morte.
Ma col passar del tempo
la stella fa fatica a raccontare
e invece le parole del coyote corrono
come acqua di un fiume verde verso il mare
e mentre passa il vento o in alto o un'aquila si desta
e carica di voci, luci è tutta la foresta
la notte passa il cielo è rosso di mattina
finisce questa gara incominciata dal destino.
La stella allora si dichiara spenta e muore
ed ora è un pugno di cenere il suo splendore.
Perché vince il coyote
il racconto non lo dice ma lo lascia immaginare
la vita è fantasia, è coraggio,
è lotta dura con la voglia di inventare
e se la stella con la coda tante storie raccontava,
la fantasia del coyote col suo fuoco la bruciava
e poi faceva ascoltare l'erba crescere sulla mano
e il grido della risacca di un prossimo uragano
Qualcuno di voi ricorda questo brano di Lucio Dalla?
Pure Dalla, come Vecchioni, mi piace poco, ma quando collaborava con Roversi, vennero fuori storie mitiche.
Come 'sto pezzo qui, del 1973.
Una favola, un sogno, un elogio della fantasia.
A me, però, la stella che muore, dichiarandosi spenta, mette una cavolo di tristezza da piangerci su.
Non capisco perchè vado a pescare 'sti pezzi di autori che non amo particolarmente e mi ci faccio pure male.
Pure Dalla, come Vecchioni, mi piace poco, ma quando collaborava con Roversi, vennero fuori storie mitiche.
Come 'sto pezzo qui, del 1973.
Una favola, un sogno, un elogio della fantasia.
A me, però, la stella che muore, dichiarandosi spenta, mette una cavolo di tristezza da piangerci su.
Non capisco perchè vado a pescare 'sti pezzi di autori che non amo particolarmente e mi ci faccio pure male.
E fa freddo. E piove. E forse nevicherà.
Il coyote
a chi sa e vuol raccontare
il gruppo più fantastico di storie
che si possa ricordare
ma mentre il coyote è
un mancatore di parola e un mentitore
la stella che cadente è la più bella
con la coda che si muove con splendore
e su una pietra i due stan nel fuoco della notte
a raccontarsi a turno con le voci calde o rotte
la stella parla adagio e il coyote grida forte
buttati in questo gioco, per chi perde c'è la morte.
Ma col passar del tempo
la stella fa fatica a raccontare
e invece le parole del coyote corrono
come acqua di un fiume verde verso il mare
e mentre passa il vento o in alto o un'aquila si desta
e carica di voci, luci è tutta la foresta
la notte passa il cielo è rosso di mattina
finisce questa gara incominciata dal destino.
La stella allora si dichiara spenta e muore
ed ora è un pugno di cenere il suo splendore.
Perché vince il coyote
il racconto non lo dice ma lo lascia immaginare
la vita è fantasia, è coraggio,
è lotta dura con la voglia di inventare
e se la stella con la coda tante storie raccontava,
la fantasia del coyote col suo fuoco la bruciava
e poi faceva ascoltare l'erba crescere sulla mano
e il grido della risacca di un prossimo uragano
lunedì 10 settembre 2012
rabbia
Non riesco a provare sensazioni positive. Gioia, entusiasmo, divertimento, speranza, tenerezza, ottimismo e via dicendo. Non riesco neanche ad immaginare, chennesò, un'attrazione verso qualcuno o qualcosa, chè subito mi sale la rabbia sapendo che non avrò nulla. Mai. Per cui vivo di rabbia. E il mio corpo, porello, è divorato da 'sta rabbia e litiga, arrabbiato, con se stesso e con i suoi pezzi. C'è una guerra civile, dentro di me. Neanche le guardie che pago continuamente riescono a debellarla. Ogni tanto raccolgo una vittima.
Vivo di rabbia. Anzi, ci muoio.
martedì 4 settembre 2012
Il tendone
L'Aquila, città di gentaglia. Motivando la decisione con l'evento di Emergency che si terrà a giorni in città, il sindaco ha fatto togliere il tendone di piazza Duomo. Giorni di decisioni prese e rimangiate. Lo tolgo, lo toglierò, lo farò rimettere, lo faccio rimettere un par di palle, vi faccio arrestare, siete quattro sfigati capricciosi, lo faccio spostare e via dicendo. Sta di fatto che domenica il tendone è stato smontato in breve tempo. Alle proteste degli organizzatori dell'Assemblea Cittadina, si è contrapposto un coro di applausi per la decisione presa. Bravo sindaco hai fatto bene era indecoroso un simbolo del passato che vogliamo dimenticare una vergogna è ora di finirla bla bla bla. Domani il tendone si rimonta. Il sindaco dice perchè così aveva deciso, sta di fatto che Emergency ha bisogno di una sala stampa. Nuove proteste da parte degli aquilani normaroli. Chè sto tendone non è normale, è simbolo di una precarietà, di una provvisorietà che sta in culo a tutti. Tutti vogliono sentirsi vivere una vita normale. Tutti preferiscono delegare, aspettare, stare a guardare. E il tendone è un simbolo di coscienza civica che 'sti quattro pecoroni che non vogliono svegliare. Fregassai. Fregassai di loro, dannati tra soddisfazione e rassegnazione. Fregassai di un'amministrazione inetta e bugiarda, fregassai di un'opposizione che non ha alzato un dito in difesa dell'unico luogo di aggregazione della città. Tendone o non tendone, noi ci saremo. Quattro vecchi sfigati e tristi, sena chiesa e senza partito, rappresentativi solo di loro stessi e della loro città ma non dei loro interessi. A testa alta, come sempre.
P.S. Mi scuso se non riesco a commentare i vostri blog come vorrei, ho di nuovo problemi agli occhi. E poi ho chiuso un blogghetto molto privato che avevo aperto. Per eccesso di sputtanamento. Scusate
P.S. Mi scuso se non riesco a commentare i vostri blog come vorrei, ho di nuovo problemi agli occhi. E poi ho chiuso un blogghetto molto privato che avevo aperto. Per eccesso di sputtanamento. Scusate
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